“Ninna nanna per una pecorella” di Eleonora Bellini e Massimo Caccia, Topipittori

Una filastrocca ricca di simboli, intensa e delicata fa da testo a questo riuscitissimo albo della casa editrice Topipittori dedicato ai più piccini.
Una favola d’amore e di speranza ottima per accompagnare il bambino nel momento della nanna, con la dolcezza del racconto e la musicalità delle parole.

Una pecorella bianca, sul far della sera, smarrisce il gregge per seguire una stella (fatto ben comprensibile ai bambini che sulla spinta sperimentatrice della loro curiosità spesso lasciano il noto per l’ignoto).
Si fa notte, scende il buio tutt’attorno e anche la pecorella diventa nera (dove il nero diventa simbolo di solitudine e di paura). La pecorella tenta prima di reagire, alla luce della luna raduna le sue forze e cerca un luogo sicuro. Ma ha tanta paura….
Fin quando nel buio compaiono due fiammelle. Cosa saranno? Le torce del pastore che la cerca per radunare il gregge oppure gli occhi di un lupo affamato?
E’ un lupo, in effetti ma un lupo…femmina! Una mamma lupo con il suo piccolino. E come tutte le mamme, poco importa che siano lupi o pecore, è buona e dolce, e calda e accogliente. Mamma lupa raccoglie la pecorella smarrita come fosse sua figlia: “ti sarò mamma, casa e sentiero / ti darò sogni di erba e trifoglio/sonno di latte, letto di figlia”.
E in virtù di questo amore la notte torna chiara e stellata, la pecorella torna bianca e finalmente si addormenta al caldo tra le zampe di mamma lupa, accanto al lupacchiotto.

La poesia è gremita di simboli importanti, vicini all’immaginario infantile: la pecorella, le stelle, il nero, la luna, il lupo… Tutti questi simboli vengono usati nella loro accezione classica, tranne il lupo che nella storia si ribalta e diventa la mamma, passa dalla figura più inquietante di tutte a quella più tranquillizzante, quella che per il bambino è nutrimento e protezione, amore e sicurezza.
Non importa che la madre in questione sia di specie diversa, ciò che conta è che rappresenta una figura di accoglienza, una figura buona che fa sparire il nero e riaccende le stelle.
Non mi soffermerei su riflessioni sul diverso che qui possono scaturire, ciò che secondo me emerge da questo bell’albo è il senso di tranquillità, di amore che alla fine tutto racchiude. Atmosfera che può accompagnare il bambino nel momento del distacco che il sonno rappresenta.
La suspense creata dai due occhi fiammeggianti apparsi nel buio è presto risolta e il bambino può facilmente smettere di avere paura per lasciarsi andare tra le braccia della mamma.

Altra caratteristica del testo è che ogni verso della filastrocca inizia con il numero della pagina scritto in grande (“a pagina 1 c’è una pecorella….a pagina 2 scende la sera….a pagina 3 la notte è scura”), espediente originale e molto utile per dare ritmo alla narrazione.

Le figure sono molto grandi, occupano quasi tutta la doppia pagina lasciando al testo un quarto di pagina in basso su sfondo bianco. Sono illustrazioni nette ed essenziali, delimitate da bordi neri e spessi con pochi colori prevalentemente grigi e azzurri (cupi nei momenti della notte e della paura, chiari nei momenti della serenità ritrovata) con alcuni gialli e rossi. Quasi nulli i particolari. Figure così vengono facilmente colte anche da bambini piccoli e aiutano ad entrare nella storia senza elementi distrattivi (anche questo è sicuramente adeguato per il momento dell’addormentamento).

Qualche pagina del libro la trovate qui

(età consigliata: dai due anni e mezzo)

Se il libro ti piace, compralo qui: Ninna nanna per una pecorella

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