“L’asinello d’argento” di Sonia Hartnett, Rizzoli

Vincitore del Premio Andersen 2010 nella categoria Miglior libro 9/12 anni, il libro di Sonia Hartnett unisce una prosa mirabile – misurata ed intensa allo stesso tempo – ad un racconto di alto valore emotivo ed educativo.
“L’asinello d’argento” racconta in maniera impressiva ma delicata l’orrore della guerra e, insieme, celebra anche le virtù più alte dell’animo umano, come la generosità, la lealtà, l’umiltà, il coraggio rendendo protagonista il mite animale che le incarna tutte: l’asino.

La storia si svolge durante la seconda guerra mondiale, in un paesino del nord della Francia affacciato sulla Manica. Marcelle e Coco, due sorelline di 11 e 9 anni, trovano nel bosco un soldato inglese disertore, cieco e bisognoso di cure. Decidono quindi di accudirlo, di nascosto dai genitori, offrendogli cibo, coperte e compagnia.
Il Luogotenente Shepard – questo è il nome del soldato – desidera lasciarsi alle spalle le atrocità della guerra e tornare a casa, dove lo attende un fratello ammalato. L’unico bene che ha con sé è un piccolo amuleto: un asinello d’argento che tiene sempre stretto vicino al cuore.
Alle due sorelline e al loro fratello maggiore Pascal, unitosi successivamente al gruppo dei soccorritori, l’uomo, come ringraziamento, racconta quattro storie, ciascuna delle quali ha come protagonista un asino che diviene in tal modo simbolo delle virtù di cui è portatore.
Si passa quindi dalla storia dell’asina Hazel che accompagna Maria e Giuseppe a Betlemme per il censimento e porta in salvo il piccolo Gesù dal feroce Erode deciso a sterminare tutti i bambini, a quella di un umile asino che salva il mondo dalla siccità a causa della quale tutto pare destinato morire, al racconto dello sbarco in Normandia e di un valoroso asino che si sacrifica per portare in salvo i feriti ed infine alla storia dell’amuleto d’argento del sodato e di come sia giunto a lui.
I tre bambini, con l’aiuto di un loro amico barcaiolo, riescono infine a portare in salvo il soldato oltre il sottile braccio di mare che lo divide da casa.
E durante l’esperienza di amicizia, accudimento e generosità che questi vive, piano piano, riesce a recuperare la vista, oscuratasi simbolicamente per le troppe bruttezze e ferocie viste in battaglia.

Romanzo che di sicuro verrà profondamente apprezzato dai lettori più sensibili che non potranno che restare conquistati di fronte alla forza del racconto e al valore letterario dell’opera.
Un libro, anche questo, che va bene anche per lettori adulti. E che sarebbe prezioso nelle scuole (un ottimo suggerimento per chi deve curare una biblioteca scolastica).

Vi lascio infine la motivazione che ha portato il libro ad avere il riconoscimento Andersen perché in poche righe esprime perfettamente l’essenza del testo: “Per l’alta, forte e calibratissima misura narrativa. Per aver dato con netta efficacia una rappresentazione intensa e dolente degli orrori della guerra. Per l’umanissimo ritratto che offre dei protagonisti e delle loro infanzie”.

(età consigliata: dai 10 anni)

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