“Lafcadio. Il leone che mirava in alto” di Shel Silverstein, Orecchio Acerbo

Spassosissimo, irresistibile, avvincente. Ma insieme anche velatamente malinconico, sapientemente satirico.
Un peccato davvero sarebbe perdersi la lettura di questo libro di Shel Silverstein, artista poliedrico e versatile

Pubblicato dall’autore nel 1963, è arrivato in Italia grazie alla casa editrice Orecchio Acerbo nel 2009 in un’originale edizione bilingue inglese-italiano, arricchita dalle illustrazioni in bianco e nero dello stesso autore.
“Lafcadio” narra con una prosa accattivante ed un ritmo estremamente coinvolgente, la storia di un leone davvero speciale. Nato in Africa come tutti i leoni, il nostro protagonista conduce la sua prima giovinezza come ogni felino della sua razza vivendo selvaggiamente. Finchè un giorno si trova nel bel mezzo di una battuta di caccia ma invece di scappare come tutti i suoi simili, il giovane leone cerca di fare amicizia con un cacciatore. Ma l’uomo non pare molto interessato al leone come compagno e cerca in tutti i modi di sparagli costringendo il felino a mangiarlo, per aver salva la vita.
Dopo aver divorato il cacciatore al leone resta il fucile. Incuriosito dall’oggetto il nostro protagonista si esercita talmente tanto nella pratica di sparare che diventa un tiratore infallibile, il miglior tiratore del mondo. Inizialmente usa la sua abilità per tenere al sicuro se stesso e i suoi compagni, fino a quando un intraprendente impresario di circo non viene a cercarlo per proporgli un ingaggio milionario nella sua compagnia.
Attirato dalla prospettiva (e dalla promessa di poter mangiare tante marshmallow) il leone accetta, ricevendo in cambio un nuovo nome – Lafcadio il grande – ed una nuova vita, ricca ed agiata. Possiede tutto ciò che desidera e via via va perdendo la sua identità di leone per rassomigliare sempre più, grazie a fama e denaro, ad un uomo.
Un giorno, mentre si trova triste ed annoiato da una vita che oramai pare non riservargli più nessuna sorpresa, gli viene proposta una battura di caccia in Africa. E Lafcadio accetta, eccitato da un nuova attività.
Ma nella giungla, dove si reca agghindato come un cacciatore, si trova di fronte un vecchio leone che gli ricorda che lui non appartiene alla razza degli uomini ma a quella dei leoni. I suoi compari uomini d’altro canto gli fanno ben notare che oramai non ha più aspetto ed usi dei leoni ma è a tutti gli effetti un uomo. Che scelta resterà a Lafcadio? La sua identità sarà di uomo o di leone?

Un romanzo da leggere tutto d’un fiato, con dialoghi splendidi e trovate esilaranti. Assolutamente perfetto per la lettura ad alta voce, farà sicuramente divertire sia i bambini che gli adulti.
Un piccolo gioiello, davvero consigliato vivamente perchè trova una perfetta fusione tra una storia avventurosa raccontata con maestria, una sapiente vena comica ed un sottile e mai invasivo invito alla riflessione sull’identità e sulla razza umana.

(età consigliata: dai 6 anni)

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2 pensieri su ““Lafcadio. Il leone che mirava in alto” di Shel Silverstein, Orecchio Acerbo

  1. Pingback: “Alla ricerca del pezzo perduto” di Shel Silverstein, Orecchio Acerbo | Libri e Marmellata

  2. Grazie per il prezioso consiglio. E’ difficile trovare libri che interessino mio figlio. Questo per i disegni in bianco e nero e per il testo anche in inglese, non l’avrei considerato. Invece il mio bambino l’ha sin da subito affascinato ed ora spesso mi chiede di leggerlo.

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