“Guarda che faccia!” a cura di Stefania Manetti, Giunti Kids

Un piccolo librotto cartonato, adatto alle manine dei più piccoli, indispensabile per veicolare l’interesse dei bambini verso l’oggetto libro già dai primissimi mesi di vita.

“Guarda che faccia!” è stata la prima pubblicazione del progetto Nati per Leggere, frutto della collaborazione della pediatra Stefania Manetti e i quaderni ACP.
Si tratta di un quadrotto 15 x 15, di poche pagine di cartone spesso e resistente, sulla cui facciata di destra sono riportati volti di bambini  – uno per pagina – presi frontalmente. Ciascun volto esprime in modo molto chiaro un’emozione: gioia, tristezza, sorpresa, disperazione…Nella facciata di sinistra è riportata, tradotta in varie lingue, la scritta che più verosimilmente riproduce il suono collegato all’emozione (ad esempio: ohhhhh per la sorpresa, eheheheh per la risata….)

La semplicità del libro ha alla base una complessità di studi psicologi che dimostrano che nei primi mesi di vita l’interesse del bambino è mosso essenzialmente dalle espressioni del volto umano.
Il neonato impara infatti prima di tutto a decodificare e a rispondere al volto materno, in un certo senso compie, già nei primi tre mesi di vita, un’operazione di lettura del volto. La mimica facciale e le emozioni che esso rappresenta sono la prima fonte di stimolo per il bambino piccolo, stimolo di risposta emotiva ma anche di imitazione e quindi di apprendimento.
I libri con le facce si inseriscono in questo solco e lo continuano: il bimbo passa dalla faccia della mamma ad altre facce nelle quali ritrova espressioni a lui già note e che quindi lo interessano e lo coinvolgono. Ovviamente anche un libro delle facce deve essere inizialmente mediato dal genitore che sfogliandolo e leggendolo al bambino può mimare le espressioni rappresentate, rendendole vive e coinvolgenti.
E’ inoltre importante che i visi riportati siano realistici; quindi perfette sono le immagini fotografiche. Il bambino piccolo non è infatti in grado di simbolizzare, cioè di comprendere  la differenza tra l’oggetto reale e la sua rappresentazione; pertanto al di sotto dell’anno di vita hanno più successo le figure quanto più possibili fedeli alla realtà, che il piccolo riesce a decifrare più facilmente.

Nella mia esperienza personale ho avuto modo di verificare che la teoria che sta alla base di “Guarda che faccia” corrisponde davvero alla realtà e le risposte del bambino al libro sono davvero sorprendenti: mio figlio a dieci mesi aveva già imparato a prendere in mano il libro, a osservare le figure e ad imitare le emozioni dei volti rappresentati. Davanti al bambino ridente produceva quindi una sua risatina, di fronte al bambino in lacrime accennava un lamento di pianto. Di fatto leggeva già il suo primo libro! Inutile dire che il librotto è entrato subito e definitivamente tra i suoi oggetti preferiti ed ho dovuto rattopparlo più volte con nastri adesivi vari.

Oltre a “Guarda che faccia!” (primo e unico libro di questo genere prodotto in Italia), è stata quest’anno inserita nella bibliografia Nati per Leggere 2012 un’altra pubblicazione del genere: “Facciamo le facce” editore Gribaudo.

(età consigliata: dai sei mesi)

Se il libro ti piace, compralo qui: Guarda che faccia!

Annunci

Un pensiero su ““Guarda che faccia!” a cura di Stefania Manetti, Giunti Kids

  1. Pingback: I migliori libri del catalogo Nati per Leggere 2014 | Salute Bambini

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...